La Corsica med on board Gintonic

Sono in mezzo al mare, nel mio universo con Gintonic, è l’ultima navigazione prima di impacchettare la barca per la stagione estiva. Ci sono 8 nodi al lasco, il mare è piatto e non c’è traffico. Finalmente sono riuscito a fare qualche ora di sonno e ciò che è successo nei giorni scorsi mi scorre nella mente mentre guardo la scia. Gli ultimi giorni sono stati tra i più belli della mia vita! Pensare che neanche dovevo farla la Corsica Med! Sapevo bene che i tempi per il ritorno sarebbero stati tiratissimi ed infatti lo sono ma tutto il delirio che verrà nei prossimi giorni ne varrà la pena perché ho vissuto un’esperienza indimenticabile: la mia prima b solo! 475 miglia in solitario in regata.. prima di partire avevo un po’ di ansietta come è giusto che sia perché nonostante avessi fatto la qualifica e quindi già fatto lunghe navigazioni in solitario, questa volta si trattava di una regata. Ed io mi conosco, sono un agonista, quando c’è da combattere vado sempre al 100% e quindi avevo paura di non riuscire a dormire come era successo alla 222 e fare qualche stupidaggine dovuta alla stanchezza. 

Beh ormai lo sapete tutti la regata è andata alla grande!! 

Ormai è già dalla middle che conosco il potere di mentalizzare, basta crederci e ad un certo punto le previsioni diventano ciò che vuoi tu! Lo so, sembro pazzo ma in tutte le ultime regate è andata così ahahah!

Come al solito sono partito incasinato, gestire tutta la roba che ho a bordo con Pigi è fattibile, da solo sbarcare ed imbarcare cooose diventa un lavoro veramente lungo e stancante. 

La notte prima della partenza la finisco alle 2 con gli appunti meteo. Questa volta niente fotocopie quindi in chiamata con Ari (che ormai è diventata espertissima nei routage) mi trascrivo cosa dovrebbe succedere, lanciamo routage su diversi modelli meteo e confrontiamo cosa dice windy nel frattempo. Mi faccio uno schema del routage e scrivo le mie sensazioni riguardo a questo meteo. Si parte di bolina (ottimo) poi ariette varie ed eventuali fino a capo Corso (ancora ottimo). Qui inizia la parte difficile, arrivando a capraia dovrebbe entrare un sud che inizialmente dovrebbe soffiare sui 15 nodi per poi diventare un lasco sui 20/25 al rientro verso Marsiglia ma la regata dovrebbe finire nuovamente nelle ariette. Il sunto è: vai a tuono all’inizio ma cerca di riposare per sopravvivere col vento forte e non arrivare morto che poi il gruppo si ricompatta e tu devi sfruttare le ariette finali. 

Mi sveglio la mattina che ho sonno. Bene ma non benissimo partire già con una notte in cui ho dormito poco! Saluto Ari con la promessa che l’ avrei chiamata a qualsiasi orario sarei arrivato e consegno il cellulare. 

Esco per primo dal porto, andare subito in mare mi mette serenità, ho tutto il tempo di settarmi la barca ed entrare nel mood giusto, di ambientarmi in questo universo chiamato Gintonic nel quale passerò i prossimi giorni.

Arriva il momento della partenza e come al solito non brillo di splendore ma ho deciso di stare un po’ conservativo perché la linea è la congiungente tra una bandiera sull’ile d’if ed un cardinale W. Risulta molto lunga e non essendoci una barca è difficile capire se sono dentro o fuori quindi per sicurezza sto in seconda fila. Un paio di barche davanti a me sono richiamate per partenza anticipata e tornano indietro per ripartire. Col cuore in gola ascolto il VHF ma 520 non viene nominato. Ok, partiti!!! Qualcuno inizia a virare, io non so bene perché aspetto ed estremizzo un po’ la sinistra tanto che effettivamente quando viro sono già largo. Penso di avere fatto la prima stronzata. Uscire bene da una partenza spesso cambia le sorti della regata. Lo trovo importantissimo ma non mi viene spesso. 

Qui prima botta di culo: il vento inizia a mollare ed essendo io un po’ più largo rispetto alla flotta sono il primo a dare code0. Il vento gira e cala e ci troviamo a bolinare. Io tengo il code che con 4 nodi di vento va meglio del fiocco di bolina. Girando île planiere affrontiamo il primo non vento della regata. Chi è sottovento si trova automaticamente dietro ed io davanti ho solo Frankis, un pogo 3 di un ragazzo francese. Inizia la lotta tra noi due che io solo all’arrivo scoprirò che durerà tutta la regata! Ogni tanto guadagno col code qualche metro rispetto a lui che è a vele bianche. Mannaggia quanto cammina solo randa e fiocco! Bravo sto ragazzo. Quando finalmente giriamo île planiere lui prova a dare code 5 ma questo lo costringe a poggiare e finalmente esco dai suoi rifiuti. A questo punto mi trovo primo e quando mi giro vedo la flotta ancora  dipinta su planiere. Ok, calma e sangue freddo la regata è lunghissima, continua a fare il tuo mi dico. Il prossimo waypoint è la zona vietata per esercitazioni militari per poi svoltare sulla Corsica a Revellata. Il vento è nuovamente stretto e sale un poco quindi giù code. Anche Frankis mette via il code 5. Siamo affiancati ed il vento ci porta davanti ad una scelta importante: dentro o fuori le calanques? Frankis è appena davanti a me e ci sono i class 40 e le barche d’ altura che si dirigono dentro. Non conoscendo la zona decido di seguire ed estremizzare un po’ verso terra anche se questo non paga. Avrei dovuto marcare più stretto perché in uscita Frankis mi ha preso 500 metri, forse di più. Inizia una bolina verso la zona militare e fa notte. Io decido semplicemente di ragionare sulle rotazioni e fare rotta di avvicinamento il più possibile. Frankis non lo vedo sull’AIS quindi col calare della notte diventa difficile individuarlo.

Vado dentro a coprirmi e metto lo scettro NKE( il telecomando del pilota) sulla sacchetta in pozzetto. Come esco decido di virare e quando giro il bompresso il braccio lancia in acqua lo scettro. Lo vedo galleggiare ed allontanarsi. Senza pensarci due volte viro in cappa e seguo la mia stessa scia. Ecco che lo vedo e non gli stacco più gli occhi di dosso! Manovro e riesco a portarmelo sulla prua! Mi lancio e per miracolo riesco ad acchiapparlo all’ ultimo secondo! Mi do dello scemo e riprendo la mia regata.

 Il vento è stabile e la barca va bene di bolina quindi approfitto subito per iniziare a dormire. Controllo l’ AIS, metto tutti gli allarmi del caso e mi matosso. Dopo 20 minuti passando il waypoint della zona militare ricontrollo l’ AIS e lo vedo vuoto. Bho di sicuro nuovamente problemi con sto maledetto impianto VHF. Però effettivamente tutte le luci delle barche sono lontane. Non capisco in quel momento che la flotta aveva beccato un buco ed io ero passato! Zitto zitto Frankis invece ce lo avevo alle calcagna ma non ne avevo idea. 

Con la mattina arriva il non vento anche per me ma forte di un vento abbastanza costante nella notte avevo riposato bene. Inizia così la danza del non vento fatta di peeling code /spi, pesi a prua e la costante ricerca dell’ apparente. Qui mi perdo nel mio universo ed esisto io, il mare, Gintonic ed i refoli che metro dopo metro mi stanno facendo guadagnare sempre più vantaggio sulla flotta. Io questo in realtà non lo so anche se intuisco di essere messo bene. I miei pensieri vanno a chi da casa sta seguendo, il bello di essere in solitario senza mezzi di comunicazione è questo: continui ad immaginarti i discorsi di chi guarda la regata sul tracking e vuoi dare un bello spettacolo, vuoi farli emozionare e ti immagini una volta rientrato a discutere con gli altri delle diverse scelte strategiche muovendo le mani come se fossero le nostre barche, un classico bellissimo delle cene tra velisti.

A questo punto non ricordo bene quanto tempo sia passato ma credo un giorno in cui non ho visto davvero nessuno. Le miglia scendono lentamente ma va bene così perché so che Gintonic è nel suo in queste condizioni e sono convinto di star facendo una bella regata. Continuo a risposare il più possibile ogni volta che il vento me lo lascia fare. Sono veramente contento nel mio universo, nella mia concentrazione. Vorrei chiamare Ari e dirle quanto sto bene qui. Inizio ad immaginarmi chiamarla all’arrivo e raccontarle tutto questo e sapere come lo avevano vissuto da terra. 

Passa un’altra notte sempre tra non vento e ariette leggere poi col salire del sole inizia un lasco sempre con poca aria quindi su il maxi e si inizia a strambare sui buoni e sugli scarsi. Ad una certa dietro di me vedo comparire rande square top e gennaker maxi. Gli scow mi stanno riacchiappando penso e la mia concentrazione raddoppia. Ritardo troppo una strambata su una rotazione di vento e mi trovo queste barche parallele a me. Mannaggia quanto camminano! Cosa sto sbagliando? Continuo a lottarci tutta la notte, battaglia di strambate con i refoli d’ aria così leggeri che si fa veramente fatica a fare volare lo spi. Tocca stringere, fare apparente, poggiare e seguire le rotazioni. Nulla da fare alla fine vanno sempre un po’ più di me e all’ alba mi hanno preso. A questo punto sono abbastanza vicini da riconoscerli con i binocoli… Non sono mini ma sono i class 40 che erano dietro pure loro!!! Mi gaso tantissimo e penso di stare facendo qualcosa di sensazionale quindi non si molla un cazzo e sfrutto la vicinanza dei class per continuare a regatare contro di loro. Non ho la minima idea di dove siano i mini, non so quanto siano distanti e scruto spesso l’ orizzonte a cercarli ma nulla, non li vedrò mai. Quello che sò è che ci sarà un lunghissimo lasco da gorgona a Marsiglia e gli scow non vedono l’ora di iniziare a planare per riacchiapparmi quindi a tuonoooo!!!

Entra un po’ di vento di bolina ed al tramonto di quello che credo sia il 3 giorno arriviamo io insieme ai class 40 Al cancello della Revellata con un aereo militare francese che ci sorvola e prende i passaggi. Qui capisco quanto in Francia questi eventi siano importanti: mobilitare un aereo che in realtà non fa nulla se non sorvolare la zona  ma che a noi in mare è come se dicesse: state facendo una cosa meravigliosa e siamo tutti incollati al tracking a seguirvi!

Vedo i class, che a sto punto mi hanno passato, bordeggire a terra ma più avanti iniziano a piantarsi così opto per stare più esterno ed infatti questo paga, durante la notte mi ritrovo insieme a loro! 

Il vento torna a mollare e diventa molto instabile peeling continui di code e spi, barche che a volte camminano a volte stanno ferme.. io inizio a sentire la necessità di riposare ma le condizioni sono troppo variabili e sono pieno di barche intorno perché nel frattempo ci siamo riuniti anche con le barche ORC/IRC quindi tengo duro fino a che non arriviamo a capo Corso. Sono distrutto ed inizio a fare fatica con tutti questi cambi vela.. perdo un po’ la calma che mi aveva caratterizzato dall’ inizio della regata e faccio le cose senza ragionarci abbastanza col risultato di non riuscire a fare partire la barca e perdere le ore sotto capo corso. Ragionandoci su a mente fresca mi sarei dovuto immaginare la situazione quando ho visto tutte le barche ferme lì sotto e quindi esternarmi per evitare il buco. Invece ho tirato dritto e mi sono infilato nel non vento perdendo un sacco di energia mia e delle batterie. 

Finalmente all’alba supero capo corso ed entrano 16 nodi da sud est. Dopo tutte queste miglia di non vento mi sembra che ce ne siano 30! Oltre al vento mi aspettavo del sole.. che invece non arriva. La giornata è grigia, super nuvolosa ed i pannelli non accennano a voler caricare le batterie. Il voltaggio è sceso in maniera preoccupante.. 

Da macinaggio esce una barca a motore che mi fa delle bellissime foto. So che non possono darmi informazioni ma ci provo lo stesso così gli chiedo se gli altri sono lontani e loro mi rispondono di sì! Bene. Sono lontani, questo è confortante. Quello che non so è quanto sono lontani.. 5? 10? 15 miglia? Chissà! 

Nella bolina dal TSS a capraia approfitto per fare l’ ultimo pisolino di 20 minuti. Io ancora non lo so che sarà l’ ultimo e che sto sfruttando le ultime energie della barca. La barca ha camminato un po’ di più di quello che mi aspettavo e quando mi sveglio sono sotto capraia. Mannaggia! Mi ero ripromesso di non finire sotto capraia dove infatti il vento è molto leggero e c’è un’ onda fastidiosa. Matosso, viro e prendo il timone. Inizia ad essere il momento di risparmiare batterie e timonare il più possibile! 

Giro Capraia e do maxi. Per poco perché il vento scarsa ed arriva il momento di mettere su il code grande. Faccio un meraviglioso traverso ad 8 nodi fino a gorgona e poi isso il maxi! Opzione nord o opzione sud? Il routage dava opzione Sud ma chissà cosa tutto è cambiato.. Il vento è vmg piena quindi non c’è un bordo che conviene. Non ho avversari da marcare per cui scelgo di seguire il routage con l’idea comunque di fare massimo avvicinamento. Inizia a piovere e non smetterà per le prossime 24 ore…

 Il vento sale e metto il pilota per andare a spostare i pesi a poppa. Mi rendo subito conto che qualcosa non va. La barra fa fatica muoversi ed il voltaggio è sceso a 11.2.. sto rischiando il blackout… Corro a matossare ma mentre sono giù il pilota si  spegne perché gli manca l’ energia e finisco in straorza. Corro fuori avendo matossato solo a metà e prendo il timone. Il vento continua a salire. Ci sono 20 nodi e le raffiche iniziano a toccare i 24.. sono in prigione al timone e sono decisamente stanco. La situazione non è bella. Mi viene in mente che sarebbe intelligente ammainare e scendere col code che senza pilota è più facile da gestire ma ammainare senza pilota mi sembra veramente tosta in queste condizioni. Così spero in un calo di vento che non arriva anzi continua a rinforzare. 

Arriva anche il momento di strambare ed inizio a farmi mille viaggi su come fare.. provo! Eeee niente caramella sullo strallo perché da stupido ho dimenticato di issare il fiocco. So che la mia unica speranza di salvare lo spi e forse anche l’ albero è che quella caramella scorra sullo strallo e scenda giù. Così sparo drizza e mi precipito a prua mentre la barca straorza. Per fortuna lo spi scende e riesco a sbrogliarlo e portarlo dentro! Non mi demoralizzo anzi, sono contento di avere buttato giù lo spi senza fare danni! Armo il code piccolo, strambo e srollo. Riprendo a camminare col code tutto quadrato come se fosse uno spi per scendere il vento il più possibile. È un po’ instabile ma funziona! Il vento sale e sono sollevato di aver fatto il cambio vela al momento giusto. Ormai abbiamo 25 di base e raffiche a 28. Ci starebbe la seconda mano di randa che invece ho dimenticato piena.. la mia testa inizia a farmi degli scherzi da stanchezza. Sento la musica ma la cassa è spenta e scarica… Il vento sale, non la smette di salire.. i 28 diventano di base e la barca va fortissimo. Un’ espressione di potenza assurda! Intorno a me buio pesto. Non c’è luna e le onde sono grosse, non so dire quanto ma di sicuro abbastanza da prendere tutta la lunghezza della barca che ogni tanto sembra di stare su una pista da sci.. mi sembra che la prua sia 2 metri sotto di me! Nonostante ciò si governa bene! Volo! Non mi prenderete mai!!! In questo momento sono totalmente ingnaro invece che Frankis mi ha superato e si è preso un bel vantaggio! 

Le raffiche diventano extreme. Ad un certa leggo 37 nodi di vento reale.. mi prendo un po’ male.. ho paura che qualcosa non regga perché sento veramente troppa potenza sulla barca. È così tanta che non riesce a scaricarla tutta in velocità. Nel frattempo il fiocco a prua non è legato ed è finito fuoribordo a prendere la potenza dell’ acqua..

L’idea è questa: rollo il code e prendo 2 mani di randa, sistemo il fiocco e riparto!

Anche questa operazione va male: il code mi si chiude sopravvento quando cerco di rollarlo e si schianta sullo strallo. Barca in straorza. Sparo drizza per buttarlo giù ma la forza del vento è tale che lo strappa per sfregamento sull’ acciaio.

Lo recupero, prendo 2 mandi alla randa, preparo la mano al fiocco il tutto con la barca in balia delle onde e riparto. Sono veramente distrutto. Mi muovo lento ed ora che a vele bianche la situazione è un po’ più gestibile (anche se continuo a fare 13 nodi e ce ne sono dai 30 ai 35 di vento) mi cala un po’ di adrenalina ed alterno momenti in cui sono sveglio ma ho delle visioni strane.. Sento Ari seduta affianco a me che mi cerca di tenere attivo: mi infoga dicendomi di spalettare a tuono e surfarmi queste super onde! Invece a prua sullo strallo aggrappato al fiocco vedo una figura nera che non so identificare bene.. è nera come questa notte senza luna. Anzi è ancora più nera e non saprei dire se ha una forma umanoide o di una pantera nera o di un ninja cattivo. So che mi fa paura, emana qualcosa di minaccioso. Sono conscio che queste cose non ci sono e sono degli scherzi della mia mente ma sembra tutto così realistico.. continuo, calcolo quante ore mancano all’alba che potrebbe aiutare a svegliarmi. Ne mancano troppe ed io sono distrutto. Continuo ad addormentarmi ed ogni tanto rischio la strambata. Rischio anche di rompere il fiocco perché si gira spesso la stecca alta attorno allo strallo.. Prendo una decisione estrema che non pensavo sarebbe mai capitata. Ho necessità di riposare e non posso rischiare di rompere il fiocco per finire la regata. Peccato perché so che mi giocherò il risultato ma l’ importante è finirla quindi butto giù tutto e vado dentro. Dove trovo la barca allagata. Probabilmente ha iniziato a fare acqua l’oblò di poppa. Mannaggia. Levo circa 50 litri di acqua. Mi levo la cerata. Sono fradicio da capo a piedi perché in tutto ciò piove da una quantità di ore indegna e la cerata non tiene più l’ acqua. Ho freddo, il sacco a pelo è fradicio ma non ci posso fare nulla così trovo un paio di pantaloni asciutti che si sono miracolosamente salvati, me li metto e vado a dormire. Punto la sveglia dopo un’ ora. Il mio unico pensiero va a chi da casa sta guardando il tracking e vedrà la barca ferma. Vorrei solo mandare un messaggio dicendo che va tutto bene e sto andando a dormire. Ma pace, lo racconterò all’ arrivo.

La sveglia chissà perché non suona e mi sveglio dopo 3 ore.. mannaggia! Ho perso un’ infinità. Mi avranno passato tutti! Mi guardo intorno e non vedo nessuno. Penso anche che se qualcuno mi avesse visto a scarroccio a secco di vele mi avrebbe chiamato. Vabbè chissà! Ripartiamo perché non è finita finché non è finita! Sono ancora molto stanco ma almeno ora col sole riesco a stare sveglio e timonare. Il vento è calato e mi do della stupido a non aver aspettato ancora qualche ora ma so bene che non ci sarei riuscito. Sono senza code piccolo e comunque non avrei le energie per gestire ancora cambi vela senza pilota così proseguo a vele bianche. Il mare è un casino. È rimasta l’ onda di poppa della notte passata e c’è una strana onda lunga che viene da prua. Arrivo finalmente alla zona militare e taglio ormai bolinando l’ultimo cancello virtuale di questa regata. Non ho idea di come sono messo, di dove siano gli altri ma sono determinato a dare il massimo fino alla fine! Passo la giornata a bolinare, io e Gintonic una cosa sola col mare: orza e poggia per non perdere potenza su questa onda lunga contraria! 

Al calare del sole cala anche il vento. Sono in bonaccia e con questa onda tenere le vele gonfie è praticamente impossibile. Ho paura delle barche che possono arrivare da dietro sempre che siano ancora dietro! Mi guardo spesso a poppa e scruto l’ orizzonte con i binocoli. Sento per VHF Jemila che chiede informazioni meteo ed approfitto per ascoltare ma soprattutto il fatto di sentirla per VHF significa che non è lontana! Merda, a me continuano a chiudersi gli occhi e non riesco ad andare dritto.. mi tiro degli schiaffi e svuoto il termos di caffè sperando di svegliarmi. Evito accuratamente di parlare al VHF per non rivelare che sono vicino! 

Entra finalmente un refolo ed armo il code grande che è la vela più facile da gestire senza pilota. Il vento però mi gira al lasco passato Tolone (penso brevemente al bellissimo arrivo a Tolone circa una settimana prima). Provo la farfalla col code ma non riesco ad andare abbastanza dritto ed è veramente una cosa instabile così decido di fare l’ ennesimo sforzo e mettere il maxi! La manovra va bene ed inizio a camminare finalmente. A poppa intravedo qualche luce ed immagino siano i mini che mi raggiungono. Questo finalmente riesce a svegliarmi e mi sento di nuovo fresco come appena partito! So di potercela fare, devo solo andare a tuono queste ultime 20 miglia!! Il vento piano piano stringe e forte delle energie ritrovate faccio peeling col code. Stigazzi la sacca dello spi e lo butto dentro proprio senza ritegno. La barca fa finalmente 7/8 nodi e le calanques mi sfilano di lato. Ultima bonacetta su capo Croisette e poi mi si apre davanti il golfo di Marsiglia con tutte le sue luci! Ancora 5 miglia e c’è vento di bolina! Posso farcela, posso farcela! Giù code e si inizia a bolinare! Anche Gintonic sta dando il suo ultimo sprint: ci sono 6/7 nodi di bolina ed un mare veramente piattissimo. Gintonic viaggia a 5.2 a 25 gradi dal vento apparente! Non credo di averlo mai visto fare una bolina così! Vola, sta semplicemente volando verso questo arrivo sudatissimo che sembrava irraggiungibile, lontano come se lì finisse il mondo.

Arriva il gommone a darmi l’ accoglienza ed io li saluto e chiedo se effettivamente sono primo.. inizialmente non vorrebbero dirmelo perché essendo ancora in regata non potrebbero però alla fine me lo confermano. Io non ho ancora idea di chi ci sia a bordo di quel gommone perché l’hanno giustamente fatta nascondere e lei mi osserva col cuore in gola nascostissima. Mi fanno un sacco di foto meravigliose, il vento da scarso, viro e ci sono: layline per l’ arrivo! La prendo abbondante perché non ho fretta, le luci degli altri mini ancora non si vedono ed io mi godo questi ultimi attimi di regata in silenzio contemplando Gintonic che sembra rispondermi “ehi è stata dura ma ci siamo! Andiamo a tagliare questo arrivo che ce lo meritiamo!” 

Una cosa mi rende estremamente triste in questo momento. Penso al mio arrivo in banchina e so che non ci sarà nessun amico ad attendermi con cui festeggiare. Già mi immagino il correndo a prendere il telefono per chiamare Ari. Una telefonata che sono giorni che aspetto di fare!

 Ultima virata ed osservo il rilevamento del cardinale cambiare. Arriva il traverso. Ho tagliato, ho concluso primo questa Corsica med, ho fatto qualcosa di cui non pensavo di essere capace, ho tirato fuori delle energie che non pensavo di avere ed ho raggiunto una comunione con la mia Gintonic che in qualifica avevo solo assaporato! 

Dal gommone mi chiamano. Io mi giro pensando che sia per la foto di arrivo ed invece vedo Ari che salta fuori dal suo nascondiglio e mi urla ” A tuonoooo amore!!” 

A me salta il cuore in gola! Non ci credo, lei dovrebbe essere in Danimarca! Mi metto le mani nei capelli dalla sorpresa! Non è l’ ennesima allucinazione: lei è proprio lì a pochi metri da me!! Vieni vieni, sali a bordo le urlo! Come se ogni secondo senza abbracciarla bruciasse. Lei salta a bordo ed è al settimo cielo, io dimentico completamente di aver appena vinto una regata! C’è solo lei che sta tra le mie braccia! L’ emozione è immensa e l’ unica cosa che riesco a dire scherzando è” e ora come la faccio quella chiamata che mi sono sognato tutta la regata??” 

Lei mi aiuta a buttare giù le vele (meno male perché forse non avrei avuto le energie per farlo da solo) e ci trainao in porto in modo che io non debba timonare per seguire il gommone così posso raccontarle la mia regata, le allucinazioni, il fatto che in realtà è stata con me tutta la regata e mi ha dato le energie per superare i momenti più difficili.

Questa è stata la Corsica Med vissuta su Gintonic. Una marea di emozioni, una regata veramente difficilissima, avarie, rotture di vele, soluzioni estreme vento, non vento, emozioni, amore. Ora sono sempre su Gintonic, mancano 170 miglia a casa, sono sotto maxi e faccio 5 nodi. Mi godo ogni miglio di questo trasferimento perché posso ripensare alla stagione di regate appena passata che è stata fantastica: dal secondo posto alla Arci al GPI in autogestione dove è nata la leggenda “Gintonic” alla Corsica Med conclusione perfetta!

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Racconti della 222

Finalmente trovo il tempo per raccontare un po della mia prima regata in solitario: la 222 minisolo!
Arrivo a questa regata parecchio in affanno dopo un’ intensa stagione vivendo su Gintonic tra regate e lavori non stop. Ultima ma non ultima difficoltà la collisione con un tronco sul timone che mi ha distrutto la poppa mentre trasferivo la barca da Pisa a Genova.
Ho vissuto così la mia prima vera emergenza in solitario: erano circa le 3 di notte ed aveva appena iniziato a soffiare un bel vento di grecale sui 13/15 nodi ed io sotto maxi iniziavo a divertirmi al timone con la barca che correva ad 8 nodi. Ad un certo punto sento un forte botto, la barca rallenta e poi riaccelera spinta dal maxi. Ho ancora il controllo della barca e già va bene ma quando illumino con la frontale il timone sottovento scopro che la poppa si è delaminata ed ho una grossa falla appena sopra la linea di galleggiamento. Illumino dentro e vedo che l’ acqua sta entrando a secchiate. Mi concedo di imprecare una volta sola ed agisco: giù spi, viro e sollevo così dall’ acqua la falla. Scendo ed inizio a sgottare col secchio. Una volta asciugato preparo la pompa di sentina e valuto le varie opzioni. Ritornare verso pisa la scarto subito perché è vero che navigherei con la parte sana in acqua ma sono già distante 55 miglia. Troppo lungo e rischioso. Un porto di rifugio nelle vicinanze sarebbe la scelta più saggia ma poi rimane l’ incognita di trovare subito un cantiere che mi tiri su la barca. Così decido di provare a continuare e fare rotta su Genova allo yacht club dove conto di trovare una mano di aiuto. Faccio andare il pilota mentre io sto alla pompa di sentina ma non funziona, entra troppa acqua rispetto a quella che riesco a sgottare per cui nuovamente in cappa e tolgo tutta l’ acqua. Mi passa in questo momento davanti agli occhi il mio spry top storico che è un mio amico fedele dai tempi in cui facevo 420.. beh amico mio vedi di darmi una mano anche sta volta! Lo acchiappo e striscio fino a poppa per poi infilarlo nella falla in modo da fare una specie di tappo. Matosso poi tutto a prua per cercare di tenere la poppa il più possibile fuori dall’ acqua. È una di quelle situazioni di cui tante volte ho discusso con amici a livello puramente teorico sulla gestione delle emergenze ed ora devo mettere in pratica tutte quelle discussioni.
Rimetto la prua su Genova e gintonic mi da la piacevole notizia che la mia soluzione sta funzionando! Il fiume di acqua che entrava si è ridotto ad un rivolo e basta che scenda a sgottare ogni 20 minuti circa. Arrivo così a Genova la mattina alle 8 e per fortuna trovo subito aiuto allo yacht club. Matteo Sericano è così gentile da lasciarmi il suo invaso e i ragazzi dello yacht mi tirano su la barca.
Rasserenato dal vedere finalmente Gintonic a terra sano e salvo iniziano le operazioni per organizzare la riparazione! Sembra una missione impossibile ma ancora vorrei partire per la 222!


Paolo mette in moto l’ assicurazione perché dobbiamo aspettare venga il perito prima di fare qualunque cosa e per fortuna riesce a convincerli a mandarci un perito già il lunedì. Poi tra i contatti vari che abbiamo nel settore troviamo un laminatore che viene tempestivamente il martedì e la poppa di Gintonic torna come nuova e rinforzata!
A tenermi il morale alto per fortuna a Genova c’è Sarah che provvede anche al mio sostentamento in questa situazione di disagio incredibile! Ah come si farebbe senza gli amici! Ho avuto il sostegno di tante persone mi hanno aiutato a tenere il sangue freddo e credere fino alla fine che sarei riuscito a fare questa 222!
Così Mercoledì barca in acqua e trasferimento a Genova aeroporto, porto di partenza della 222! Quando arrivo quasi non ci credo di essere pronto a partire.
Giovedi faccio i controlli di sicurezza e come al solito mi manca qualcosa che mette lo stress fino all’ ultimo minuto ma alla fine tutto si risolve!
Venerdi ore 11 la partenza. Ho l’ adrenalina a mille e sono veramente contento di essere su questa linea anche se mi sento abbastanza spossato da tutto quello che è successo.
Partenza con poco vento ma previsioni di tramontana bella forte infatti vediamo una bella striscia nera a meno di un miglio dalla partenza. I primi che la beccano partono a razzo. Io sono consapevole che con Gintonic non potrò subito stare al passo degli altri ma sono determinato a dare il tutto per tutto! Isso il code 5 entrando nella striscia del vento ma dimentico di settare bene il pilota per cui inizio a prendere straorze. Giù il code e via di randa e fiocco con una mano. Inzio ovviamente a perdere posizioni poi il vento cala e torno a dare il code 5.

Parto a 12 nodi e riprendo qualcosa. Poi un buco davanti a Savona e su di maxi e randa piena. Mi faccio però prendere impreparato dal successivo rinforzo e finisco per fare 2 miglia di poppa mentre ammaino. Torno a vele bianche e tornano a passarmi quasi tutti fino in gallinara. Vedo parecchi che scendono a sud ma io decido invece per un passaggio un po più a nord della rotta. Sembra pagare abbastanza infatti durante la notte guadagno posizioni, ho probabilmente più vento degli altri.
Iniziano poi le bonacce e qui come sempre Gintonic dice la sua!
Vira, rivira, matossa e matossa ancora, passo il Tino e su di maxi! Insisto un po troppo sul bordo mure a dritta ma poi me ne rendo conto e strambo rientrando nel vento. Sono stanco ma non posso riposare perché il vento cambia continuamente e in acqua è pieno di tronchi e barche di pescatori. Arriva la seconda notte, un po per stanchezza, un po non so bene per quale motivo mi faccio portare un po a nord da un refolo di vento che però poi mi molla li e rimango in bonaccia sperando che non mi prenda chi è più a sud. Vorrei tanto dormire ma decido di stare sveglio per sfruttare ogni raffica e tirarmi fuori da quella situazione. Finalmente rientra il vento da nord arrivando verso Bergeggi e vado di code 0 bello pieno di velatura contento di fare un po di velocità! Giro la boa ormai di bolina e vedo sull’ AIS che ho koan a 1.4 miglia. Non so da dove ma tiro fuori nuove energie e parto a cannone nuovamente col code 0 a 7 nodi cercando in qualche modo di riacchiapparlo! Poi il vento inizia a calare e girare. Da scarso. Memore di come funziona questa zona di mare viro e mi dirigo verso terra, scaletto e gioco con buoni e scarsi. Koan sparisce dall’ AIS e non so dove sia finito. Solo dopo l’ arrivo scoprirò che aveva tirato dritto e così l’ho passato!
Tornano momenti di bonaccia piatta alternati a refoli di vento leggerissimi da terra che cerco di sfruttare al meglio col code 0. Torna anche la stanchezza estrema ma sono a corto di batterie per cui tengo duro e timono. Dietro di me Pegaso che fa sempre qualche decimo nodo in più e mi spavento un po che possa riprendermi. Arriva l’ alba e sto bolinando sempre col code 0. Timono malissimo perché ho l’ ansia e sono veramente sfinito. Alla fine però refolo dopo refolo raggiungo la linea e scopro di essere arrivato sesto in generale e quinto dei serie! Ormai abbonato alla sesta posizione penso sfinito ma felice e soddisfatto!
Le riflessioni finali sono che sicuramente c’è tanto da lavorare sulla barca e devo impegnarmi a studiare molto di più la strategia dal punto di vista meteo, trovare il modo anche di riposare e gestire con più calma e freddezza i reaching con vento forte conscio delle possibilità che offre la mia barca! Sono comunque molto contento di come è andata e di tutto quello che sto imparando ma soprattutto mi sto rendendo conto che sto veramente realizzando un sogno!!

Si torna in patria!

04/04/2018

Genova

Gli ultimi giorni ai caraibi non sono stati buttati via: il giorno prima di partire decidiamo di andare a visitare il vulcano attivo! Facciamo autostop per avvicinarci al parco naturale e si ferma un ragazzo di Guadalupa che ci dà un passaggio fino al parco nonostante non fosse di strada per lui. Facciamo un super trekking immersi nella foresta pluviale ed arriviamo fino in cima dove vediamo i crateri immersi nel fumo e nelle nuvole con ogni tanto quale scorcio dell’ isola dall’ alto quando le nuvole si diradavano.

l giorno dopo noleggiamo una macchina e mi accompagnano all’ aeroporto. Ho l’ aereo alle 15 e mi faccio 8 lunghe ore di aereo così arrivo alle 6 del mattino a parigi per via del fuso. Il prossimo aereo è alle 14 così per non buttare la giornata in aeroporto decido di andare a fare una passeggiata sotto la tour eiffel così prendo un bus e faccio colazione nel centro di Parigi! Poi torno in aeroporto e prendo il volo che mi porta a Milano e poi col treno Genova ed infine Rapallo dove luca mi viene a prendere e sto a casa sua. Il giorno dopo é Pasquetta ed è organizzata la sorpresa per Sarah! Nel pomeriggio loro escono su Yellow così io e Luca andiamo un pò prima e ci mettiamo in dinette col tambuccio chiuso a bere birrette in replay della sorpresa che lui e fra avevano fatto a Sarah a punta ala durante il trasferimento!

Quando Sarah entra vede prima luca e lo guarda come per dire che ci fai dentro in questa giornata di sole e non eri ancora in coda in autostrada? Poi si gira e mi vede 😂 fiu ma non dovevi essere ancora ai caraibi?😂😂😂 risate ed abbracci poi breafing sul nuovissimo impianto elettrico di Yellow e si esce per festeggiare! Vento leggero ed un pò di onda ma Yellow scorre una meraviglia! È bellissimo timonare così 😍 ingaggiamo con un j 80 che però ci molla in poco tempo.. stringe 20 gradi più di noi 😂 poi parte la voglia di fare sul serio e su di spi! Il vento è leggero e con queste onde non sta sempre gonfio ma ci divertiamo un sacco! È bello finalmente uscire semplicemente a fare 2 bordi, bolinare, virare e dare spi! Mi mancava andare a vela così e soprattutto tra amici e risate 😀 la sera tutti invitati a Pieve per cena!

Ok il freddo la società europea ed il fuso mi hanno un attimo scombussolato ma è bellissimo stare con gli amici nuovamente 😍

Questo viaggio è stata una delle esperienze più belle: ho incontrato persone fantastiche ed altre meno ma non mi pento di nessuna scelta che ho fatto e guarderò sempre a quei giorni con grande nostalgia! Ora è un altro capitolo ma il mio viaggio in realtà non è finita. Ho progetti vari ed eventuali ma staremo a vedere! Ora mi godo questo nuovo ritorno. Per questi giorni starò su Yellow e mi sento a casa! Questa barca ha qualcosa di speciale. Da qui la mia vita è cambiata totalmente ed ha preso una piega bellissima! Parto spesso ma quando torno qui mi sento sempre super accolto e quindi a casa!

Ciao ciao Caraibi! Ci vediamo presto!

La dura decisione

Guadalupa

28/03/2018

Ci lasciamo Dominica alle spalle e mettiamo la prua a nord verso delle isole che stanno a sud di guadalupa. Inizialmente dobbiamo smotorare: niente vento.. Poi entra un pò da ovest (che strana situazione) ed infine arriviamo nel canale dove incontriamo l’ aliseo che soffia a 20 nodi quindi prendiamo due mani di randa! Proviamo a fare una bolina tra le isole ma il padre di Brenda non si fida e quindi facciamo l’ultimo pezzo controvento a motore. Cerchiamo una boa da prendere ma sono tutte piene e così dopo aver provato diverse volte a dare fondo senza che tenesse finalmente l’ ancora fa testa ma io non mi fido e vado a controllare con la maschera. Tutto ok ma mettiamo l’ anchor watch.

Il giorno dopo valutiamo che il posto è estremamente turistico e non vale la pena stare lì così andiamo a basse terre nella zona sud ovest di Guadalupa in un piccolo marina dove ci sono barche in transito come noi e piccoli motoscafi che per lo più escono a pescare.

In questi giorni ho valutato che il tempo per prepararmi al nuovo lavoro di questa estate sarebbe davvero poco se facessi la traversata quindi ho preso la decisione di rientrare prima e la cosa migliore è qui da Guadalupa. Così chiamo mia mamma che è brava a trovare i voli economici ma questa volta ho troppo poco preavviso quindi il volo mi costerà un bel pò! Pace, sono contento di tornare un pò a casa (che non so più se definire casa Genova o la Sardegna 😂), ri incontrare amici e familiari, farmi 2 bordi su yellow e su phibius! Tornare partecipe di vela condivisa, un’ avventura che ho visto nascere ma purtroppo non ho potuto seguire! Quindi alla fine penso sia la scelta migliore quella del rientro in aereo. Scelta sofferta perché avrei tanto voluto fare la terribile traversata del nord Atlantico ma sarà per un’altra volta! Le mie navigazioni non finiscono di certo qui! E ci sono diverse avventure previste per i prossimi mesi che spero di realizzare!

Ste boe dei caraibi…

22/03/2018

Dominica

Ieri lasciamo Martinica e ci facciamo una bellissima veleggiata al traverso lanciati a 6.5/7 nodi, vela piena e dai 13 ai 20 nodi! Primo pezzo smotorata ed addirittura vento da ovest (impossibile qui in questo periodo) poi finalmente a metà del canale prendiamo il vento da est e ci godiamo la veleggiata (mi godo in quanto Brenda e Ron stanno sottocoperta a dormire mentre il padre di cui ancora non ricordo il nome è in pozzetto ma dorme anche lui 😂)

Accendiamo il motore solo gli ultimi 15 minuti perché il vento ci ha abbandonato essendo dietro le montagne di Dominica. Anche oggi niente di pescato.. solo tanti sargassi! Prima o poi prenderemo qualcosa 😎 peschiamo a mano come nel trasferimento di Yellow e visto come è andata per la pesca non sono troppo fiducioso😂

Dominica si nota subito: è stata distrutta dell’uragano Maria ed insieme a saint marteen sono le isole più colpite quest’ anno.. infatti gli alberi ancora sono spogli, (Hanno iniziato la loro ricrescita ma non ha nulla a che vedere per esempio col verde rigoglioso ed impenetrabile di saint Vincent) molti tetti delle case non ci sono più e si lavora più o meno ovunque per ricostruire.

Il fondo all’ arrivo è roccioso e scende molto velocemente di profondità quindi dare fondo con l ancora è improbabile.. prendiamo una boa.. io non mi ci fido tanto ma direi che è l’ unica cosa da fare!

Questa mattina andiamo a fare l’ingresso e poi prendiamo un taxi che ci porta alle Trafalgar Falls: due cascate enormi e meravigliose! In una addirittura c’è l’ acqua calda (molto calda) dove ci crogioliamo tutto il pomeriggio.

La sera torniamo in barca e siamo tutti a rilassarci in pozzetto quando sentiamo degli strani colpi allo scafo.. ok saranno le onde da poppa dico.. però non convinto della mia stessa situazione vado a controllare la boa.. le nostre cime sono lasche e quando le tiro, la boa mi viene dietro! Siamo senza boa! Via di motore! Stavamo toccando sul fondo!! Accendiamo il motore e nel frattempo si chiama l’ addetto alle boe che risponde dopo un paio di chiamate ed arriva visibilmente ubriaco, ci dà un’ altra boa e va via.. caraibi style 😂😂😂 meno male sto campo boe era raccomandato dal portolano😂 ok non mi fiderò mai più di una boa!! Dopo la barca che ci è venuta addosso con belline e questo non è più una coincidenza.. meglio fidarsi della propria ancora e della propria capacità di ancorare!! 😂 comunque manovra perfetta e scampato pericolo.. festeggiamo tutti con un rum punch 😎

Deep water alla cascata

Fort de france

17/03/2018

Questa mattina è partita la mamma di Brenda e Ron. Non sentendosela di fare anche il ritorno via mare, ha giustamente preferito prendere un aereo quindi ora siamo in 4 a bordo.

Nel pomeriggio un amico di Brenda ci porta a vedere una cascata nell’interno dell’ isola! È incredibile come sia diverso il paesaggio dalla costa alla foresta!

Non è comunque come a Grenada: per quanto la natura sia rigogliosa allo stesso modo, qui si nota di più l’ intervento dell’ uomo per rendere accessibile il posto.. mentre a grenada si arrivava alle cascate tramite sentieri in mezzo alla foresta, qui ci sono delle scale in cemento! Non che la cosa rovini il paesaggio! assolutamente non voglio dire questo perchè era una cosa spetacolare però si nota come qui siamo tanto più “vicini” al modo di fare europeo!

In ogni caso tuffi e bagno alla cascata.. poi io noto che a bordo cascata a sinistra, c è una parete con quelle che sembrano delle prese.. così vado li e vedo che l’acqua è profonda cosi in caso di caduta non mi spezzo la schiena sulle rocce! Provo all’ inizio con difficoltà a trovare prese e piedi ma alla fine riesco a completare il blocco e salire sulla cascata nonostante la roccia super scivolosa😎

Rientriamo in città passando solo a dare un’ occhiata alla basilica del sacro cuore che ricorda un pò quella di Parigi come struttura ma versione tropicale con i muschi e le piante sui muri! 😂

Ci fermiamo poi a prendere 2 baguette ma quando si riprova ad accendere la macchina.. Nulla parte e si spegne di nuovo.. pace meno male siamo già in paese!!

Rientriamo in barca e scopro che c’è la diretta della volvo ocean race in port race Auckland! (Se fossi stato in Italia non l’avrei mai guardata per via dell’ orario)!

Penso che questa regata sia ormai la più bella delle famose a livello internazionale! Non solo per la regata in sé ma per come è gestita e pubblicizzata: barche super performanti che però fanno spettacolo nelle in port race dove la tattica sembra contare più che in america’s cup! Incroci molto ravvicinati, cambi di vele come non ci fosse un domani, prodieri cazzutissimi che entrano dentro le onde a 22 nodi di velocità mentre stanno cercando di tirare giù un genoa.. per me spettacolo! Ho quasi esaurito internet ma ne è sicuramente valsa la pena per lo spettacolo 😍

Sul Flow!

Fort de france

16/03/2018

Tutto quello che è successo in precedenza era in realtà un modo per passare il tempo aspettando un passaggio per il ritorno… si è rivelato invece la parte più bella ed importante di questo viaggio! Se penso dal momento in cui sono imbarcato con justin e conosciuto Arianna fino a quando ho salutato Arlette e JP mi vengono in mente solo bei ricordi! Ho vissuto il sud dei Caraibi come meglio potevo fare nello spirito di condivisione, conoscendo persone grandiose ogni giorno e divertendomi da pazzi!

Ora ho lasciato nuovamente Belline ed è stato triste. Mi sono davvero affezionato a quel catamarano ed alle persone con cui ci sono stato!

Ora sono sul Flow, barca in alluminio di 40 piedi ed inizia una nuova fase: il ritorno! Ne ero consapevole quando ho lasciato Grenada con Belline ed infatti guardavo la costa scorrere con nostalgia ripensando a questi ormai quasi 2 mesi bellissimi!

Ho conosciuto Brenda a Capo Verde: ricordo bene quel momento perché lei si era appena passata parte parte la mano con l’ago cucendo una vela! Siamo diventati amici e ci siamo rivisti a Martinica.

Quando sono arrivati dopo la traversata, pensavo arrivassero a le Marin così li ho dato tutte le indicazioni per entrare. Visto che al vhf non li sentivano sono anche andato in direzione per fargli dare un posto e mi hanno pure detto di si! Unico problema loro stavano a Fort de france 😂

Così la sera sono andato a trovarli e visto che si era fatto troppo tardi sono rimasto a dormire su Flow così ho conosciuto tutta la famiglia. Io cercavo un passaggio per tornare in Europa e loro mi hanno detto che potevo andare con loro però dovevo aspettare un pò perché stare in 5 su questa barca si sta un pò stretti.. così sono iniziati i miei giri per i Caraibi.. e che fortuna!!!!

Ora è arrivato il momento di iniziare il ritorno ed in realtà inizio anche a sentire la mancanza degli amici a Genova, in Sardegna, di phibius Binba e Yellow!

Ero qualche giorno in anticipo perché il mio piano era di fare il giro di Martinica in deriva ma nessuno noleggia in questa isola a quanto pare perciò mi sono ritrovato come unica prospettiva di andare a dormire in spiaggia per qualche giorno.. così loro hanno deciso di ospitarmi da subito!

Abbiamo passato i primi 2 giorni in pontile a le Marin a fare lavoretti e riparazioni tanto che ci hanno cacciato dal pontile perché eravamo troppo barboni e non era buono per i fighetti dei charter affianco a noi 😂

Ci siamo dovuti spostare di pontile e finire i nostri lavoretti poi la mattina di ieri siamo partiti per Fort de france.

Navigazione in poppa piena: farfalla con fiocco tangonato e mi sorprendo di quanto la barca sia più facile nelle manovre col tangone rispetto a nok!

Giriamo poi il capo e ci troviamo a fare bolina stretta per entrare nel golfo e dirigerci verso l’ ancoraggio davanti alla città. Il padre di Brenda mi lascia fare trimming quindi arretro il carrello del fiocco e lavoro col carrello della randa visto che il vento è parecchio rafficato. La barca stringe bene ed è una strana sensazione tornare ad essere sbandati di bolina!!

Ancoriamo nel pomeriggio è passiamo la giornata in barca.

Questa mattina scendiamo a terra ed io mi accorgo di aver lasciato le mie ciabatte in banchina a le Marin (comprate in una giornata di pioggia a Genova prima di partire perché le altre erano volate in mare) avevano fatto la loro storia! Così compro un nuovo paio di flipflops e poi andiamo a fare la spesa.. ne torniamo con un carrello assolutamente overloaded ed il dinghy di conseguenza quindi facciamo 2 viaggi a pieno carico 😂 mi mancherà il dinghy di Belline 😂

Have a nice sailig belline!

Le Marin, Martinica

13/03/2018

Con Mattia ho passato una bella settimana a wobourn tra batterie secche riempite con acqua di whispercove (piena di cloro), feste varie ogni giorno e remate infinite col dinghy semirigido 😂

Per qualche giorno ci è pure passato per la testa di salire a Martinica con Ambler, la sua barca ma prima dovevamo imparare a cucire a macchina e tagliare una vela per costruire una Randa. Purtroppo il piano era magnifico ma un pò troppo ambizioso da fare in meno di una settimana potendo lavorare tipo 2 ore al giorno 😂

Ho anche reincontrato Justin che era in marina nella baia affianco perché gli si era sfilata la drizza randa e doveva ripassarla infatti gli ho dato una mano e mi son fatto una passeggiata in testa d’albero!

Nel frattempo Belline ha finito il charter e Arlette mi dice che mi daranno un passaggio a Martinica!

Quindi mi trasferisco su belline ma ci sono un pò di lavori da fare: la pompa di sentina sotto al motore di sinistra non va ed il gommone ha un bel taglio sulla prua. Inoltre il generatore perde olio dal filtro.

Quindi sono 2 giorni di lavoro😂

Il generatore faccio in fretta: cambio il filtro e rabbocco olio. Tutto ok.

Al gommone ci pensa Arlette mentre io mi occupo della pompa di sentina. Faccio diversi tentativi per capire se la vecchia pompa è rotta e purtroppo è così quindi non avendone altre di riserva devo mettere quella di emergenza come principale.. unico problema.. quella principale ha 3 cavi perché lavora sia con lo switch galleggiante sia con un interruttore dal pannello del motore in modo da poterla comunque attivare da su.

Quella che devo installare ne ha solo invece due perché era predisposta per lavorare solo con lo switch galleggiante essendo quella di emergenza.. così taglio cavi, li allungo ed alla fine mi trovo 4 cavi.. ora il problema è fare il parallelo per lo switch in remoto. Niente panico. Vado nell’ altra sala macchine e copio come è collegata l’ altra ma purtroppo non va.. così prendo il tester e cerco di capire come funziona sto circuito ed alla fine avevo sbagliato la posizione di un cavo.

Nel frattempo Arlette ha cucito su mia idea il taglio del gommone in modo che non possa slabrarsi quando gonfiato e messo su una toppa perfetta infatti il gommone tiene la pressione! Top!

Si parte! Usciamo dal porto e tiriamo su le vele. 2 mani di terzaroli e fiocco ridotto.. Raffiche a 39 nodi!! Dentro cade tutto e l’ acqua spazza la coperta.. I boccaporti fanno acqua quindi anche dentro finisce per essere tutto fradicio.. la barca non può stringere più di 70 gradi il vento. Si vede chiaramente dal plotter l’ incremento dello scarroccio in maniera esponenziale! La barca deve stare sopra gli 8 nodi per non perdere troppo lateralmente! Ogni tanto come il vento gira un pò più verso il traverso arriviamo a toccare i 10.5! Arlette e JP mi lasciano libero di regolare come credo ed è un’ ottima esperienza visto che dovrò poi prendere un catamarano capire come reagisce alle varie regolazioni!

Il piano era di andare dritto per dritto su Martinica però Arlette ha il mal di mare e non può fare la guardia notturna così valutiamo di ripararci a saint Vincent nella prima baia in cui avevamo ancorato con justin che è davvero un posto meraviglioso!

Arriviamo a mezzanotte li abbastanza stanchi, ancoriamo e andiamo a dormire.

La mattina dopo si riparte sempre con un vento parecchio forte (mai sotto i 25 nodi) direzione Martinica ma il vento è abbastanza contrario quindi non faremmo in tempo ad arrivare con la luce quindi ci si ferma a Saint Lucia ed ora posso dire di essermi fermato il tutte le isole fino a Martinica!

Dormiamo a Saint Lucia e la mattina dopo ripartiamo.. il vento non scende sotto i 30 nodi quindi sempre 2 mani e fiocco parecchio ridotto. Il vento è un pò più al traverso e corriamo a 11 nodi! 2 metri di onda nel canale tra saint Lucia e Martinica. Beh inutile dire che io mi diverto un mondo 😂 unica pecca il lazy bag andava a sbattere troppo sulla vela e dopo giorni così l ha bucata appena sopra la seconda mano.. per fortuna il taglio sta tra 2 cuciture abbastanza vicine quindi si è fermato lì.

Arriviamo alla fine a le Marin e diamo fondo tipo 10 volte perché l’ ancora non tiene.. alla fine decidiamo di dare fondo su 17 metri e dare tutta catena e funziona!

Vado subito a cercare una deriva da noleggiare per il mio piano di fare il giro dell’ isola di Martinica ma mi dicono di ripassare il giorno dopo.

Quando torniamo in barca, facciamo partire il generatore ma dopo pochi minuti si ferma da solo con l’allarme della temperatura. Proviamo a vedere cosa è successo facendolo partire solo un secondo.. Non esce acqua: girante rotta.

La mattina mi sveglio di buona ora e cambio la girante eliminando anche i pezzi dallo scambiatore di calore ma quando lo facciamo partire non esce abbastanza acqua.. così si smontano tubi, prove con l’ aria compressa.. alla fine smonto nuovamente la girante ed erano rimasi dei pezzi su un tubicino e appena partito il generatore si erano andati ad infilare nella girante perciò non mandava abbastanza acqua. Anche sto problema risolto 😂

Vado poi un pò in giro alla ricerca di una sistemazione perché belline parte la mattina all’ alba ma è impossibile trovare nulla se non un campeggio libero che però non è vicinissimo.

Alla fine vedo passare flow appena arrivato a le Marin così chiedo se posso stare con loro un pò prima e la risposta è sì quindi da oggi starò sul flow!

Passo la mattina con l’ ultima speranza di noleggiare una deriva ma anche quando trovo l’ ufficio aperto mi dicono che non fanno noleggi. Anima in pace (per ora ma l’ idea non muore qui)!

Disperso nella giungla

Grenada 02/03/2018 Nuova barca nuove avventure! Venerdì ho raggiunto Mattia a grenada ed ha inizio un nuovo capitolo di questo voaggio: Domenica siamo andati col nostro super tender a remi (scroccando un traino a chi ha il motore perché farsi miglia e miglia a remi è abbastanza faticoso) al dinghy concert! Praticamente circa 2 volte al mese nella baia affianco a dove siamo noi (wobourn) organizzano 2 piattaforme e fanno un concerto e tutti quelli che vivono nelle barche vicine vanno li con tender e ci si ormeggia l’ uno all’ altro formando una super isola con i dinghy! Due birrette lì e poi andiamo sempre facendo metà percorso remando e metà trainati a hog island dove c’è un’ altra festa. Mattia è praticamente un local qui e conosce tutti😂 personaggi incredibili. È un bell’ ambiente quello di wobourn: tanti velisti e gente che vive in barca, che ha passato mille avventure e tutti si aiutano.. per esempio Mattia ha collezionato un set da cucina ed utensili vari donati dalla gente che vive qui! Uno spirito in cui ci si aiuta l’ uno con l’altro! Carraibean’s life! Il lunedì Mattia lavora quindi decido di andare a vedere le 7 sisters che sono una serie di cascate nell’ interno dell’isola e tutti dicono che siano meravigliose. Così la mattina remiamo fino a whispercove, caffè poi Mattia inizia a lavorare ed io mi avvio a prendere il bus. Arrivo alle prime due cascate, bagno e tuffo dalla cascata! Non soddisfatto voglio vedere anche le altre così prendo un sentiero che è marcato da fascette gialle sugli alberi e mi sembra sicuro.. cammino per un pò ma ad un certo punto non vedo più segnali gialli.. uhm.. ok torno indietro per quello che mi sembrava il sentiero già percorso ma non arrivo più all’ ultimo segnale giallo.. ok ho perso il sentiero 😂 continuo a camminare alla ricerca del sentiero ma realizzo che non lo troverò più così inizio a seguire dei ruscelli nel senso della corrente.. il ragionamento è che porteranno verso le cascate o comunque da qualche parte.. alla peggio arrivo al mare 😂 ne seguo un paio ma finiscono in una cascata.. impossibile proseguire. Ad un certo punto dopo circa 2 ore che giravo, ne incontro uno più grosso e finalmente torno alla prima cascata dove si ferma la maggior parte della gente! A questo punto incontro un ragazzo locale che mi fa fare un percorso in cui si parte dalla prima cascata e ci si tuffa nelle successive vasche fino a tornare all’ inizio! Bellissimo! Il tutto filmato con la Garmin 😎 Stremato dalla giornata, torno in città, faccio qualche spesa per Mattia (girato 20 negozi per trovare un pennarello indelebile) e finalmente torno in barca. Ieri siamo io e Mattia in pozzetto a chiacchierare quando ci passa affianco col tender justin! Incredibile! Ci ritroviamo ovunque 😂 mi racconta che gli si è sfilata la drizza della randa dall’ albero quindi c’è bisogno di qualcuno di leggero per salire sull’ albero. Sullo spirito di questo posto, in cui tutti si danno una mano, subito gli dico che gli do una mano io. Così torno sulla sua barca, indosso il bansigo e salgo su. Contro ogni aspettativa la drizza va giù liscia ed in poco tempo justin la riesce a tirar fuori dall’albero con un uncino! Scendo giù e justin mi ringrazia e invita me e Mattia per una birra la sera.

Il viaggio della speranza

Grenada

26/02/2018

Gli ultimi giorni su belline passano a fare lavoretti e pulizie di ultima preparazione per il charter..

Arriva poi venerdì, il giorno della partenza.. È triste lasciare walty pochi giorni prima che anche lui debba lasciare la sua casa.. È stato un mese meraviglioso, ci siamo divertiti tantissimo, stretto tante nuove amicizie e visto posti incredibili.. lascio belline con questi pensieri e mi preparo ad una nuova parte di questo fantastico viaggio!

Arrivo con Eddie a kingstown e prendiamo il traghetto. L’ idea è di metterci circa 4 ore perché sono 30 miglia.. invece scopriamo che il traghetto ferma anche nelle isole intermedie e piove durante tutto il viaggio quindi arriviamo alla fine alle 21.00 a union island. Ormai è tardi per qualsiasi cosa così prendiamo una stanza in albergo e dormiamo lì.

La mattina andiamo alla ricerca di un passaggio per carriacu da cui poi prendere il traghetto per grenada. Purtroppo tutti vanno a nord ed i locali non vogliono darci un passaggio perché è sabato e c’è da fare la custom ed immigration che sono in straordinario e quindi costa parecchio di più.. alla fine Eddie chiama uno dei suoi mille cugini che ci viene a prendere in motoscafo e dopo aver fatto le pratiche, facciamo una folle corsa a 40 nodi sulle onde dell’oceano.. ok ora ci ribaltiamo penso ed invece no! Ma è come stare sulle montagne russe saltando di onda in onda 😂 stupendo!

Arriviamo a carriacu ed aspettiamo per il traghetto che è nel pomeriggio. Continua a piovere mannaggia 😂

Quando vediamo il traghetto pensiamo sia quello veloce che fa 30 nodi ed invece partiamo è penso.. uh andiamo piano.. Magari acceleriamo appena fuori dalle isole.. ed invece no.. 12 nodi per tutte le 30 miglia restanti. Così al posti di arrivare alle 17 arriviamo alle 19. Io prendo un bus ed arrivo (sempre sotto la pioggia) a wobourn dove Mattia mi sta aspettando dalle 18 al bar 😂